martedì 11 febbraio 2025

SOS SCUOLA E L'ISTRUZIONE PARENTALE. Simone Boscali (parte1/2).


a cura di Veronica Cireneo 


Nell'attuale emergenza educativa: sociale, scolastica e spirituale, prende sempre più piede l'istituto della scuola alternativa, essenziale per mettere i più vulnerabili, i bambini, al riparo dalle stravaganti derive ideologiche nelle quali trovano alloggio pericolose iniziative come quella, tanto per dirne una, di portare il coniglio gay in classe.

In questo importante articolo, il primo di due parti, l'amico Simone Boscali, che ci scrive dalla provincia di Bergamo, ci parla delle Scuole Parentali - la scuola tra le mura di casa - anche nota come Homescooling. Nella prossima puntata illustrerà,invece, i sistemi conosciuti, validi a sottrarre i nostri bambini anche da un catechismo che, quasi completamente scollato dalla tradizione, li forma più alla religione protestante, che cattolica. Buona lettura. Prendete nota...

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La nostra epoca ricorda un po’ la caduta dell’Impero Romano. Nonostante abbia sempre avuto minore dignità dell’illustre predecessore capitolino, l’Occidente ha costituito comunque, seppur nel brutto e nel male, un modello e un’epoca dominante il mondo degli ultimi secoli.  

Così, a maggior ragione, proprio come l’Antica Roma, esso è ora nel vortice di un declino, sempre più rapido, innescato dalle contraddizioni da lui stesso generate, quali: la distruzione dei modelli antropologici naturali uomo-donna, un’economia basata su espansione e profitti infiniti, la messa al bando della spiritualità, etc.

A noi veri cattolici non sembra, al momento, possibile contrastare attivamente la fine di quest’epoca. Siamo numericamente troppo scarsi: minoranza nella minoranza di coloro che vorrebbero opporsi allo status quo. Non siamo nemmeno alla testa di alcun potentato economico o culturale in grado di influenzare il corso delle cose. 

Tuttavia abbiamo qualcosa di molto, molto più forte di tutto quanto appena elencato: abbiamo la Fede. Una Fede con la quale è necessario avere un rapporto simbiotico: essa protegge noi, come noi dobbiamo proteggere lei. Proteggere la fede è la massima impresa che siamo tenuti a svolgere.

Non sembra essere nostro compito, invece, opporci alla caduta di questo mondo, ma sopravvivere ad esso per costruire quello che verrà dopo. E in questo senso la fine dell’Impero romano costituisce per noi cattolici un precedente storico formidabile.

A quel tempo mentre la penetrazione germanica andava imbarbarendo l'Impero e deteriorando la cultura, fu San Benedetto, divinamente ispirato, a dare ai propri monaci il mandato di raccogliere con determinazione e fatica tutto lo scibile sino ad allora conosciuto. I benedettini copiarono e tramandarono scritti di inestimabile importanza, custodendoli nelle biblioteche dei propri monasteri intorno ai quali si svilupparono, sotto la dotta direzione dei religiosi e la regola “ora et labora”, prega e lavora, i celebri borghi medievali, soprattutto italiani, ancora oggi esistenti e molto caratteristici. Scienza, filosofia, storia, ingegneria, architettura, teatro, diritto... opere inerenti tutti questi ambiti furono conservate in barba al presunto oscurantismo ecclesiastico medievale...

Fu proprio ripartendo da queste oasi di sapienza, operosità, ma soprattutto fede, che la civiltà europea riuscì a ripartire e dar vita a quella magnifica epoca ingiustamente mortificata che fu il Medioevo, un tempo che noi cattolici dovremmo ribattezzare Theoevo o epoca di Dio.

Come accennato in apertura, oggi stiamo vivendo una situazione di declino, tutto sommato, simile. Mentre nuovi popoli non sempre amichevoli premono alle frontiere o sono fatti accedere col benestare di governanti mediocri, come avvenne nel tardo impero, gli europei sono al tempo stesso in caduta libera, anche interiormente. E l'imbarbarimento delle nuove generazioni, sempre più fragili fisicamente e limitate nelle capacità di ragionamento, nello studio e nelle abilità fondamentali della lettura e scrittura, lascia presagire il peggio.

A fronte di tutto questo gli ultimi veri cattolici dispongono, però degli strumenti per sopravvivere a questo crollo e mantenere in vita salde comunità, in grado di far ripartire la civiltà quando la tempesta sarà passata.

In particolare per salvaguardare le proprie giovani generazioni, così numericamente inferiori rispetto al totale della popolazione ci faremo forza con l'istruzione parentale e il catechismo.

L'istruzione parentale, spesso detta homeschooling in omaggio all'anglofilia dominante, è un diritto costituzionalmente garantito in Italia – non così in altre nazioni europee - che permette alle famiglie di farsi direttamente carico dell'educazione scolastica dei figli. L'istruzione infatti è obbligatoria, ma la scuola no.

Nell'ambito dell'Istruzione Parentale vive ed opera un ampio ventaglio di varianti. 

E' possibile, ad esempio, per un singolo genitore provvedere personalmente alla scolarizzazione di uno o più figli propri, oppure affidarli a una cosiddetta scuola parentale, una scuola informale organizzata direttamente dalle famiglie che la sostengono e in cui gli insegnanti possono essere o dei professionisti regolarmente contrattati o gli stessi genitori che si mettano a disposizione.

Esiste anche una formula intermedia, quella dell'istruzione parentale “condivisa” in cui due o tre famiglie amiche, ad esempio, collaborano e si aiutano a vicenda nell'istruire i propri figli e quelli degli altri, alternando a vicenda disponibilità di tempo, spazi, competenze etc..

Va detto che l'istruzione parentale essendo uno strumento giuridico  di per sé non è qualcosa di specificamente cattolico.  Anzi, al momento è molto più facile che a rifiutare la scuola ministeriale, pubblica o privata che sia, siano famiglie inclini alla neospiritualità, alle pratiche olistiche, e comunque tendenzialmente anticlericali, poiché la Chiesa è vissuta come qualcosa di organico al sistema cui ci si vuole sottrarre.

Esiste però in questa piccola galassia una minoranza cattolica estremamente vitale che sembra avere due tratti distintivi: da un lato l'adesione al cattolicesimo tradizionale, cosa che non deve sorprendere dal momento che quello progressista raccomanda l'adesione totale allo Stato e alle sue narrazioni; dall'altro proprio la capacità di inquadrare la propria scelta educativa in un più ampio contesto di vita cristiana, di resistenza ai disvalori e dalla volontà di ri-evangelizzazione.

I genitori che per la prima volta arrivano a conoscere questo modello scolastico, per quanto possano essere delusi dall'istruzione statale, reagiscono quasi universalmente con quello che potremmo definire “auto-scetticismo”, ossia la tentazione da un lato di sperimentare questa strada, ma dall'altro la certezza di non essere adeguati ad istruire direttamente i propri figli. 

In realtà il problema non si pone, perché se in una classe di venti e più alunni la professionalità dell'insegnante è irrinunciabile, non è invece assolutamente obbligatorio essere dei maestri o professori nel rapporto diretto coi propri figli. 

I genitori non sono necessariamente tutti fisioterapisti, eppure sono loro ad aver insegnato a camminare ai propri bambini. Non sono logopedisti eppure sono loro che gli hanno insegnato a parlare. Non sono maestri di galateo, ma hanno insegnato l'educazione e le buone maniere. 

Insomma, tra le mura di casa, un genitore non si deve preoccupare tanto di “essere” una determinata figura professionale, quanto di “agire” di conseguenza come quella .

Molti a questo punto potrebbero raccontare come abbiano difficoltà a farsi ascoltare dai propri figli nell'educazione comune, figuriamoci se dovessero anche indossare i panni del docente. Ma anche in questo caso l'obiezione non regge, poiché se i nostri figli non ci ascoltano, il problema non sta nell'interpretazione del ruolo dell'insegnante, ma nel tipo di rapporto familiare stabilito e anzi, l'esperienza dell'istruzione parentale può aiutarci a fare, anche in questo, un passo in avanti.

Una volta superata l'iniziale ritrosia, l'ultimo ostacolo sarà il tema dei contenuti di studio, ossia cosa insegnare ai propri figli e in quale ordine procedere.

Saltiamo a pie' pari ovviamente ogni proposta non cattolica di cui la rete abbonda e concentriamoci sull'offerta formativa di tipo confessionale.

•Il miglior supporto didattico all'insegnamento a casa per la fascia della scuola primaria, ex elementare, è a mio avviso quello fornito dalla “Scuola San Benedetto” della pedagogista e insegnante Maria Chiara Nordio, anche autrice di uno stupendo libro sull'istruzione parentale cattolica intitolato: "Benedetta scuola" (1)

Iscrivendosi è possibile avere a un costo assolutamente contenuto le dispense delle lezioni quotidiane e il materiale, in formato digitale, tratto da libri di testo degli anni '50.(2)

A inizio anno scolastico la dottoressa Nordio offre inoltre una formazione su metodi e contenuti ai genitori-maestri presentando loro, tendenzialmente in video-conferenza così da poter raggiungere ogni parte d'Italia, personaggi di spessore della cultura cattolica. 

•Per i ragazzi nella fascia d'età della secondaria di primo grado, ossia le vecchie medie, mi sento di consigliare la "San Giorgio Academy" del professor Giorgio Cavallo (3).

Qui vengono offerte delle videolezioni complete, su diverse materie, tenute da vari insegnanti. Non mancavano indicazioni sui migliori  libri di testo, alcuni dei quali scritti dallo stesso professor Cavallo. Il tutto è accessibile a costi assolutamente ragionevoli.

E' bene chiarire che, al di là delle denominazioni, questi servizi non sono formalmente delle vere e proprie “scuole”. 

Infatti, essi offrono alle famiglie la possibilità di evadere con efficacia i programmi scolastici, ma non possono rilasciare alcun tipo di attestato.  Veniamo quindi ora all'aspetto burocratico.

Ogni anno è necessario, con congruo anticipo, informare la scuola di riferimento e il Sindaco della propria città di residenza, della decisione scolastico-educativa maturata, ovvero: quella di non iscrivere i propri figli alla scuola pubblica, mentre a fine anno gli alunni dovranno sostenere un esame di idoneità, presso una scuola pubblica o privata riconosciuta, per dimostrare l’avvenuto raggiungimento dei livelli ministeriali richiesti, per il passaggio all’anno successivo. Va da sé che anche la scelta della scuola in cui sostenere l’esame, che non deve necessariamente essere quella comunale, vada fatta con un certo anticipo confrontandosi, se necessario, col Dirigente Scolastico e i docenti, non sempre preparati ad esaminare alunni in istruzione parentale.

Una volta superata quest’ultima prova, si dovrà informare le istituzioni cittadine dell’esito dell’esame.

Per maggiori dettagli sull' aspetto burocratico possiamo usufruire di validi aiuti esistenti in rete, utili a recuperare tutte le informazioni e i fax-simile dei documenti necessari per l'occorrenza.  I migliori siti informativi in assoluto sono quello della Laif: "L’associazione Istruzione in Famiglia"(4), e quello di "Controscuola"(5). 

Non si tratta di siti prettamente cattolici, ma se lo sfondo confessionale è fondamentale per il lato formativo, non lo è certo per quello burocratico.

Se volessimo in conclusione fare qualche altro esempio di Scuola Parentale di Ispirazione Cattolica, potremmo certamente ricordare:

- la scuola di Staggia Senese promossa da don Stefano Bimbi (6)

- quella maschileSan Pancrazio” di Albano Laziale (7) dove sembrerebbe, da verificare, stia per nascere anche la femminile

- la femminileIl Divin maestro” di Narni (8), entrambe sotto la tutela della Fraternità San Pio X ed

-  infine la "San Giovanni Bosco" di Urgnano (9) Bergamo, fondata dallo scrivente e dalla moglie Marilia - la gestione della quale per motivi tecnico/pratici potrebbe essere declinata a stretto giro.

È fuori dubbio che la scuola parentale costituisca l'unico strumento che i genitori cattolici hanno a disposizione per sperare ancora nella formazione sana delle nuove generazioni, seppur immerse nello sbandamento dei nostri tempi. Lo faranno insieme alla trasmissione della Fede vera, compiuta attraverso lo studio del catechismo tradizionale, che costituisce il naturale complemento dell'istruzione parentale cattolica.

Ma il modo di provvedere a questa fondamentale parte dell'educazione giovanile, quella del catechismo appunto, sarà oggetto del nostro prossimo articolo. San Benedetto ora pro nobis! 

Simone Boscali, Bergamo (fine parte 1/2)

12 febbraio 2025

Anniversario Apparizione Immacolata Concezione di Lourdes 

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Note:

1) Benedetta Scuola, stupendo libro sull'istruzione parentale cattolica della dottoressa Maria Chiara Nordio - Benedetta scuola

2) Il supporto didattico di Maria Chiara Nordio - https://www.scuolanordio.org/

3) Il supporto per le medie della "San Giorgio Academy" di Giorgio Cavallo - https://sangiorgio.academy

4) Sito della Laif: "L'associazione istruzione in famiglia"  https://www.laifitalia.it/

5) "Controscuola": dove si possono reperire anche utili documenti https://www.controscuola.it/

6) Gesù Maestro – La scuola parentale cattolica, altra bellissima lettura di don Stefano Bimbi - https://www.amazon.it/Ges%C3%B9-Maestro-scuola-parentale-cattolica/dp/B0C2SG4PHM

7) https://scuolaparentalesanpancrazio.it/

8) segreteriaildivinmaestro@gmail.com

Divin Maestro

9) https://www.instagram.com/parentale_sangiovannibosco?igsh=NHQyc3cxdWVhenZo

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Contatti e link d'invito per restare aggiornati in tempo reale sulle attività degli Alleati dell'Eucarestia:

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